La pornografia non è l’unico tema del suffisso xxx

Go daddyDelle nuove notizie stanno infestando il web sul nuovo suffisso del dominio .xxx utilizzato oramai da diverse aziende non legate alla pornografia, l’acquisto di questi domini a superato se stesso. Easyspace, una delle più grandi aziende del Regno Unito di web hosting, ha suggerito che ben otto su dieci delle aziende hanno manifestato un interesse per il nuovo suffisso senza creare alcun interesse per la vostra masturbazione mentale.
All’infuori delle centinaia di aziende che si sono affrettate a pre-registrarsi con Easyspace prima dell’apertura della fase di nascita dei domini .xxx prevista per il 7 settembre 2011, solo il 20% di essi proviene dall’industria dei materiali per adulti e della pornografia, quanto dichiarato da Sarah Haran, la direttrice gestionale di Easyspace. Inoltre, ha aggiunto che come si aspettava l’azienda il settore delle scommesse online e i casino online si sono dati subito da fare nell’acquistare i domini in prevendita.Il settore dei domini online è spesso sulla bocca degli utenti del settore dei giochi online e delle scommesse online. Sia che si tratti dei siti di news legati ai casino online o al marchio di Bodog che acquisto i diritti su Slots.com o dei nomi che sono stati sequestrati negli Stati Uniti come parte delle accuse del Venerdì Nero, i problemi non si allontanano mai dall’immenso settore del gioco d’azzardo online. Caspita! perfino le conferenze si sono presentate con delle grandi aste dal vivo per vendere i siti fastidiosi.

Stiamo ancora aspettando di vedere se il .xxx  sia permesso e se porterà allo sviluppo e alla approvazione di altri suffissi da parte della Internet Corporation for Assigned Names and Numbers meglio conosciuta in tutto il mondo come ICANN. Lo scorso marzo è stato riportato in diverse notizie che questi cambiamenti di suffissi porteranno ad un cambiamento di tendenza presso le aziende che si orienteranno anche a delle direzioni diverse dai classici .com. Per ora, dovranno solo sopportare il fatto che la gente penserà che i loro siti sono pornografici.

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