Ray Bitar di Full Tilt Poker chiude un accordo con i giudici

Ray Bitar FullTilt PokerIl mondo del poker non dimenticherà facilmente il suo “venerdì nero” dell’aprile 2011, quando  le autorità federali americane chiusero tre siti di poker che proponevano poker online ai giocatori negli Stati Uniti. I siti coinvolti nel caso federale erano di Full Tilt Poker, Absolute Poker e PokerStars. L’accusa per le aziende è di operare illegalmente negli Stati Uniti continuando a offrire poker online ai giocatori americani.
Dopo la legge contro il gioco d’azzardo online clandestino del 2006, la maggior parte degli operatori sono usciti dal mercato del poker online degli Stati Uniti, ma altri hanno continuato ad operare fino a che i loro nomi di dominio sono stati sequestrati nel 2011. Ray Bitar era a capo della Full Tilt Poker.Full Tilt era uno dei siti di poker più grandi al mondo. Nel 2011, Ray Bitar fu accusato insieme ad undici altre persone di comportamenti scorretti relativi a gioco online, riciclaggio di denaro e frode.
Se colpevole, avrebbe rischiato di subire fino a 65 anni di condanna. Evitò l’arresto rifugiandosi in Irlanda, dove avevano sede alcune delle operazioni della Full Tilt. Tuttavia, l’anno scorso Bitar è tornato negli Stati Uniti di sua volontà ed è stato arrestato al suo arrivo a New York. A quel tempo rilasciò una dichiarazione di scuse per il fatto che la Full Tilt doveva ai giocatori circa 350 milioni di dollari (leggi l’articolo: Le scuse della Full Tilt Poker). Fino a poco tempo fa non si sapeva dei gravi problemi di salute di Ray Bitar. Al momento il quarantunenne direttore generale della Full Tilt Poker è in California in attesa di un trapianto di cuore. Il suo avvocato ha affermato che a causa della natura delicata della malattia di Bitar, è stato raggiunto un accordo con la pubblica accusa riguardo alle accuse contro di lui, ma non si sa ancora quale effetto avrà tale accordo sui tempi di carcerazione in caso di colpevolezza.Il procuratore degli Stati Uniti che segue il caso contro Bitar ha affermato che la Full Tilt non era un vero e proprio sito di poker, ma piuttosto uno “schema Ponzi”. Pare che le persone accusate abbiano fatto la cresta sugli account dei giocatori nel corso di molti anni. Alcuni stimano un raggiro per oltre un miliardo di dollari. Molti degli accusati insieme a Ray Bitar sono ancora in fuga dalle autorità americane. Restano da vedere quali saranno i dettagli dell’accordo con Bitar.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *